giovedì 15 febbraio 2018

mercoledì 14 febbraio 2018

Val Maremola Trail Tovo S.Giacomo(Sv) 11 Febbraio 2018

Classifica Valmaremola 2018
Sito Valmaremola Trail
Edizione 2015

Dal racconto OrcoSherpaMazinga

Mattino del 11 Febbraio, ci ritroviamo in molti partecipanti a questo bellissimo trail della nostra  riviera, per la precisione 301 sul percorso lungo di 27 km con un dislivello di 1600 metri.
Questa gara è vista naturalmente come l’inizio della attività trail running in Liguria. Clima non certo mite, neve sul Carmo e sulle montagne a contorno,  ancora pozze di acqua gelata sul percorso.
Siamo alla sesta edizione di una corsa ormai abbondantemente collaudata,  con grande schieramento di volontari sia alla partenza nella tensostruttura del Comune, sia lungo  tutti i sentieri e piste sterrate che contornano la nostra palestra di gara.
Unico neo il grande caos che si crea alla partenza per mancanza totale di parcheggi in un paese posto al fondo del Valmaremola, che tuttavia ha  l’ardire di arrampicarsi, come del resto tutto in Liguria sulle pendici  delle montagne sovrastanti.
Si è costruito ovunque  tra il fiume  e le alture, lungo la sinuosa strada che si arrampica con vari tornanti verso  Bardino ed il Melogno; ma , oltre ai trailer, questa è la patria del ciclisti, che a gruppetti, in qualsiasi stagione  si arrampicano  faticosamente verso il Melogno, 1000 metri più sopra, nel paese delle nebbie estive; un ciclista che si rispetti deve aver percorso i vari itinerari montuosi tra Calizzano, il lago di Oziglia, Calizzano, Bardino, Toirano.
Ma questo è anche il paradiso dell’outdoor, con FinalBorgo, appena più sotto la grande Capitale;  Mountbike, ciclisti, trailers, arrampicatori, escursionisti, palestre di roccia ovunque e vie ferrate.
Infatti in fronte a noi, decisamente più sopra, si intravede la bella ferrata degli Artisti, sopra Magliolo, a far da corredo  al grande sentiero  della Alta Via dei Monti Liguri, con uno dei più bei ponti tibetani.
La distanza per noi oggi è di 27 km,  misurati per difetto, in un dedalo impressionante di sentieri che si aggrovigliano tra loro a far da contorno a tutto il Borgo di Tovo San Giacomo; il profilo altimetrico propone un dislivello di 1600 metri, che conoscendo la zona, sembrano una enormità.
Ho percorso questi sentieri per vari anni durante le ferie passate a Pietra, ma non avrei mai pensato di poter fare un tale dislivello su queste alture che presentano  differenze massime di  300 metri tra un picco  e l’avvallamento successivo.
E infatti questo percorso è considerato giustamente  molto tecnico dagli atleti, un appuntamento a cui non mancare per mettere alla prova la condizione atletica e la preparazione in vista dei prossimi eventi sportivi, per i migliori quasi un test da Fartlek, per gli altri che arrancano quasi una tortura visto il notevolissimo cambio di ritmo che impone una gara così nervosa.
Non a caso sul lungo vincono Bazzano in un tempo pazzesco di 2h, 20’ con la Magliano prima delle femmine in 12° posizione assoluta e un tempo  di 2h,44’.
Il percorso si snoda tra le colline dell’entroterra nei comuni di Tovo, Borgio Verezzi, Gorra, Finale Ligure, Pietra ligure, Giustenice e Magliolo di cui si intravedono le prime propaggini.
Si parte subito duro da Tovo arrancando sulla collina per raggiungere il colle soprastante, con un sentiero che percorre le antiche crose liguri  profondamente ristrutturate e sempre faticose.
Risaliamo verso Gorra tra pinete e piste   non ancora  riscaldate dal primo sole, e passando  a monte dell’autostrada che in queste zone è una presenza costante ed invadente. Quando credi di essere sperduto nella boscaglia inizi a vedere e soprattutto a sentire le gallerie  e i  famigerati ponti  dell’Autosole.
La lunga traversata ci fa aggirare la Torre Bastia, di guardia per le invasioni barbaresche e puntare velocemente su una bella pista verso Borgio e risalire lungo  un antico sentiero alla chiesa millenaria di Borgio, tra una fitta macchia mediterranea. Il sentiero balcone sopra Borgio è uno spettacolo della natura  risalendo  su tutti il calcare  e la vecchuia cava con passaggi spettacolari negli anfratti rocciosi. Ormai siamo quasi sul mare, si  vede perfettamente tutta la linea di costa; urbanizzazione selvaggia cento metri sotto di noi,  piste selvagge  tutte da correre e da scoprire, è questa la Liguria, terra di contrasti e di montagne.
Il borgo di Borgio ci si apre con la sua meravigliosa piazzetta Sant’Agostino  sede di bellissimi spettacoli teatrali da frequentare assiduamente  nella calda estate.
(…)Pala d’altare è la vista che allo sbocco si schiude, inaspettata da strappare un grido: così il poeta Camillo Sbarbaro descrive Verezzi, splendido borgo ligure di origine saracena in cui è incastonata la magica , sede del Festival Teatrale di Borgio Verezzi.
50 anni orsono qui  nacque il Festival, in una placida sera di mezza estate rinfrescata dalla piacevole brezza marina e dagli aromi della tipica vegetazione ligure. Alle spalle  la vista mozzafiato sulla costa ligure, di fronte la suggestiva scenografia naturale della Chiesetta di Sant’Agostino, in alto il cielo stellato ritagliato dai tetti delle antiche costruzioni in pietra.
Sui susseguono, in un vorticoso  ottovolante,  la discesa verso Borgio e la risalita al Monte Grosso sopra Pietra e cosi via tra  i pini marittimi fino a raggiungere faticosamete Tovo dopo 20 km massacranti. Per me sono 3 h 20’, potrebbero tranquillamente bastare, ma si sa  la perversione degli organizzatori a proporre percorsi sempre più lunghi, non ha più limiti; per cui bisogna assolutamente aggiungere 7 km da dimenticare  su sentieri  pessimi, estremamente ripidi  con tratti attrezzati con corde e finalmente il Maremola. Gli ultimi due km sono  su una bella pista cementata molto scorrevole su bordo fiume: finalmente si corre!
 “La cosa positiva è che con il Val Maremola Trail si riesce a mantenere puliti tanti chilometri di sentieri che diventeranno a breve resi disponibili a tutti grazie anche alla realizzazione di una segnaletica dedicata e di un’apposita cartellonistica“. Un grazie agli Organizzatori che tanto si sono spesi  per il nostro territorio.

martedì 13 febbraio 2018

Sci di fondo GranTor Saint Barthelemy-Nus(Ao) 11 Febbraio 2018


Classifica GranTor 2018
Sito GranTor

Dal racconto dell'OrcoCamola

Il GranTor è una gran fondo di sci nordico (tecnica classica) appena nata.
Si svolge nella bellissima valle di Saint Barthelemy (Nus) e percorre per intero i 30 km della pista chiamata proprio GranTor.
Insieme a Cogne è uno dei comprensori sciistici piu belli della Valle D'aosta;
è inoltre il luogo dove il fondista Federico Pellegrino, attualmente a Pyeongchang, ha sviluppato il suo talento.

Essendo reduce da una MarciaGranparadiso andata storta, approfitto dell'evento e mi iscrivo senza pensarci due volte.
Non essendo tesserato FISI posso partecipare solo alla gara non competitiva e la cosa non mi dispiace affatto. 
Poco prima della partenza gli organizzatori chiamano al telefono Federico Pellegrino che da Pyeongchang ci augura "l'imbocca al lupo".
E' un bel momento. Il centro del fondo ospita il fan club omonimo e le persone presenti ricambiamo l'augurio con grida e applausi.
Siamo in 180 e partiamo scaglionati in due gruppi.
Questa volta gli sci funzionano. L'ottima organizzazione ci ha anche consigliato via mail quali scioline usare.
Sto bene e posso godere di tutto ciò che desidero: sciare, sentire la fatica, rallentare e aumentare l'andatura, godere dell'energia che la montagna
riesce sempre a darmi.
La pista è mossa, articolata, perfettamente battuta. L'innevamento eccezionale offre paesaggi fiabeschi.
Sui pianori ci sono molti 'vai e vieni' e lo stimolo ad 'inseguire' e 'scappare' è continuo.
Due punti sciolinatura e due ristori garantiscono l'assistenza necessaria su tutto il percorso.
Arrivo al traguardo esausto, ma con la sensazione di aver "chiuso il cerchio", di aver vissuto questa gran fondo come disideravo.
Come immaginavo l'ordine di arrivo mi vede nelle retrovie ma non importa; sono contento di come ho sciato. 
Gran parte dei partecipanti chiude i 30 km abbondantemente sotto le 2 ore (!).
La medaglia è una mini fiaschetta finisher con liquore valdostano.
Un buon pranzo, e il tiepido sole mi trattengono fino alle premiazioni.
Molte delle persone presenti si conoscono, si respira un'aria familiare di cordialità tipica montanara.
Chiacchiero con un ragazzo e gli chiedo come si fa a diventare così bravi sugli sci stretti.
"Nulla, qui si scia da sempre, si comincia da piccoli". 
La manifestazione si chiude con l'estrazione a sorteggio di una marea di premi offerti dagli sponsor... ovviamente non vinco nulla.
Alle 16 mi rimetto in macchina contento della giornata.
Mi è mancata molto la compagnia degli amici, oggi anche loro in giro a pestare neve.
OrcoCamola.



sabato 10 febbraio 2018

Bici Bdc Randonnèe 'D Carleve Colline Torinesi&Astigiane(To-At) 10 Febbraio 2018


Video Randonnèe 'd Carlevè

“Spirito Randagio: né forte, né piano, ma sempre lontano”

Dalle note dell'OrcoPinoR

Due anni che si aspirava a questa Randonnèe invernale tra le colline del Torinese ed Astigiano.
Guida d'eccezione OrcoGranFatherSilver che conosce il percorso a mena dito, essendo il tracciato suo terreno di allenamento preferito.
Ritrovo al parcheggio Decathlon di Moncalieri. Arriviamo, noi 'montanari' , con due ammiraglie e 5 orchi, pronti a seguire il nostro  biker 'Virgilio'.
Il meteo clemente dopo la leggera nevicata della notte. Strade sporche e specialissime che soffrono.

Il tracciato ben si presta come preparazione per la Gran Fondo Internazionale di Laigueglia del prossimo 24 Febbraio 2018. Vi saranno presenti ben cinque "Cacciatori di Colli".

I numeri:
- Partenza ore 9,30(ancora freddo il mattino) dal piazzale Decathlon Moncalieri(To)
- Percorso: Chieri - Riva - Castemuovo Don Bosco- Montaldo Torine - Albugnano - Sciolze - Superga - Eremo - Collle Maddalena
- Per un totale di 100k  e 1800D+
Il percorso scelto dall'OrcoGranFatherSilver è di quelli che assomigliano alle montagne russe.
Un continuo cambio di pendenze. Spakkamuscoli.
Sosta a Castelnuovo Don Bosco per la foto di rito benedicente, un panino e la visita alla casa natale di Don Bosco. Si prosegue verso Albugnano, Poi, a tratti, siamo sulle tracce della Gran Fondo di Torino. Piccolo incidente tra OrcoRog e OrcoPinor ma senza danni alle specialissime.

Salita a Superga sempre superba e ultimo sforzo per scalare Eremo e Colle della Maddalena.
Si finisce soddisfatti della Randonèe carnevalizia dando appuntamento alle colline per la Rando del Monferrato-Langhe a Marzo 2018.

martedì 6 febbraio 2018

SnowRace MontGenevre (Francia Monginevro) 4 Febbraio 2018

Classifica Snow Race Monginevro 2018
Sito Snow Race Monginevro

Edizione 2017
Edizione 2016
Edizione 2015

Dalla chiaccherata dell'OrcoFabry
In quattro gli Orchi alla Snow Race alla sua settima edizione. Location di partenza il colle del Monginevro(Francia).
 Arriviamo, noi Orchi, in ordine sparso. Presenti; OrcoAlex, OrcoVic. OrcoPablito ed il sottoscritto OrcoFabry.
Il freddo alla partenza si fa' sentire, un centinaio i partenti per la 22km 1000D+. Ed un altro centinaio di "coureur"  circa anche per il percorso corto chiamato "Tour du bois"  di 11km.
Il termometro segna -10 gradi e la neve è dura come il cemento.
Partenza in apnea. I 1800 slm del colle del Monginevro li sento tutti.
Nel vallone prima dei Forti di Briancon, il sole ci grazia e ci riscalda un pochetto. Ma nel bosco dopo l'abitato, il sentiero non è battuto e si sprofonda fino a ginocchio.
Ventidue chilometri li chiudo in 3h.49min, il mio ginocchio mi fa' dannare.
Complimenti all'OrcoAlex 29° assoluto, OrcoPablito 4°categoria e OrcoVic 3° di categoria.
Il pranzo finale ci vede tutti davanti alla famigerata ed ormai famosa Pasta Pasticciata alla Francese da -3 stelle Michelin.


domenica 4 febbraio 2018

Sci di fondo 36° Marcia Gran Paradiso Cogne (Ao) 4 Febbraio 2018


Foto Marcia Gran Paradiso 2018
Video Marcia Gran Paradiso 2018
Classifica Marcia Gran Paradiso 2018 45km Classic
Sito Marcia Gran Paradiso

35° edizione Feb 2016
34° edizione Feb 2014
31° edizione Feb 2011

Dal racconto dell'OrcoCamola
Arrivo a Cogne che sta albeggiando. Il cielo è ancora stellato e la luna sta per tramontare dietro punta Pousset.
Che meraviglia, il paese è ancora deserto, parcheggio comodamente, scendo dall'auto e in pochi secondi i meno 15 gradi mi gelano la faccia, i vestiti e la vena poetica.
Ritiro il pettorale e fino all'ora della partenza cerco di stare il piu possibile al chiuso. Alle 9 provo gli sci. Funzionano.
Metto gli indumenti da gara e raggiungo la griglia di partenza. Cerco Pino ma nella confusione generale non ci incontriamo.
Sono contento di esserci, la MarciaGranParadiso mi emoziona sempre. Si parte!
Il percorso va un po' a spasso sul Piano di Sant'Orso e poi scende velocemente fino alla frazione di Epinel.
Qui finisce il mio divertimento. Gli sci non tengono più. Raggiungo il punto sciolinatura dove lo skiman che controlla i miei sci emette un tragico verdetto:
 "La sciolina si è gelata. Te li posso aggiustare per qualche chilometro ma qui c'è poco da fare".
Mi spiega inoltre quale sarebbe stato l'accorgimento da avere per evitare il problema.
Accidenti. Va beh andiamo avanti. Speriamo in un aumento delle temperature.
Il tratto di pista che sto per affrontare sale per 15 chilometri. E' bellissimo ... peccato che per me diventa un calvario.
Vado avanti a forza di braccia ed anche nelle salite più leggere sono costretto ad uscire dalle canaline.
Arrivo in cima alla Valnontey al km 25 stanco e demotivato.
Il pensiero di fare altri 20 km in queste condizioni mi demoralizza ulteriormente e ridiscendo a Cogne con l'idea di ritirarmi.
Al ristoro vengo a sapere che per problemi di sicurezza il tratto della Valeille sopra Lillaz non è stato battuto, la gara è più corta di 10 km.
Ok allora ce la posso fare. Smetto di dannarmi e percorro questi chilometri in modalità gita.
Il percorso smette di essere una 'sequenza di salite che non riesco a spingere' e ritorna ad essere
quello che realmente è: una pista piacevole in un ambiente fantastico.
L'arrivo è come sempre spettacolare, prendo un tè e mi dirigo all'ufficio gare per ritirare la medaglia.
Finalmente incontro Pino. Ci raccontiamo le rispettive e fatiche e scappiamo al caldo.
Il pranzo offerto dell'organizzazione come sempre si rivela una delizia: minestrone, salsiccia al sugo, patate bollite e fontina, yogurt e dolce; tutto molto buono.
La compagnia di alcuni fondisti trentini mi rimette il buon umore.
Quella del 2108 è stata per me la settima MarciaGranParadiso, ed anche se non ho sciato come avrei voluto, la voglia di fare le edizioni future non mi è affatto passata.
W gli Orchi
W la MarciaGranparadiso

Dal racconto dell'OrcoPinoR

L'unica gara con gli sci di fondo a tecnica classica di tutta la Valle d'Aosta. Cosi presenta lo speaker la 36° edizione della Marcia Gran Paradiso.
Ma dietro la gara cosiddetta "Regina" le gare satelliti in tecnica skating, nei giorni precedenti, vedono un buon numero di atleti.

Terza mia partecipazione alla Marcia Gran Paradiso. Si ritorna sempre volentieri a Cogne per i panorami mozzafiato e per lasciare a valle, per due giorni, il menage quotidiano.
Quest'anno farsi avvolgere dalle montagne è ancora più facile. Le abbondanti nevicate hanno reso tutto bianco, pulito, immacolato, purificato.

Siamo venuti in quattro e alberghiamo, come di consueto, all'Hotel Miramonti che non delude mai per la magnifica ospitalità dei proprietari.
Iscritto alla gara anche L'OrcoCamola che raggiungerà Cogne domenica mattina, giorno della competizione.
Ritiro pettorali in centro al paese, con la sorpresa dei 20euro di cauzione per pettorale/maglia e Chip Mysdam. Alla consegna del pettorale mi chiedono in quante ore chiuderò la competizione della 45km. Affermo, alla ieratica mestra di sci, che in circa 4h spero di chiudere la singolar tenzone. Alchè la "maestra" mi vorrebbe mettere nel secondo gruppo, ma le contesto che, come regolamento, ho diritto al 1° gruppo essendomi iscritto anzitempo. Mi lasciano bontà loro nel 1°gruppo. Potenza dei regolamenti.
Cena del Sabato 3 Feb 2018 prenotata da casa alla Brasseria del Bon Bec , altrimenti impossibile trovare un posto a sedere il sabato sera. Cosi tra una minestra di castagne, una Pierrade ed un Carbonade la sera del sabato trascorre piacevolmente.

La notte passa tranquilla, il problema della sciolina l'ho eliminato con un bel paio di sci SKI TRAB DuoSkin. In pratica, agli sci sono state applicate due piccole strisce di pelle di foca sintetiche che permettono un ottimo grip in salita. Per Il resto dello sci, una leccata della Mucca pezzata valdostana "Guendalina-Rode_Fast Flor".
La nota dolente degli SKIN è la discesa. L'attrito delle pelli fanno rallentare lo scivolamento. Ma non si può avere tutto.
Il mattino della gara arriva. Colazione da mille ed una notte in Hotel, con comodo. La partenza della gara è alle 10.00. Temperatura esterna -15 gradi. Occhio alle scioline ragazzi. Ma oggi gli SkiMan dicono che azzeccherebbe anche un novellino.
Partenza quest'anno in cima al paese appena vicino al ponte. Puntuali alle 10.00 lo start. La quota, 1600slm, si fa sentire, tutti vanno a mille. Sci bastoncini gambe braccia. Sembra il caos, ma niente si mischia. Nel giro di pochi minuti ognuno ha il suo binario. Magnifico esempio sportivo.
La parte più ostica sono le discese prima di arrivare alla frazione di Epinel. Quest'anno siamo graziati dalla neve abbondante che le ha ammorbidite. La pista è una meraviglia, rimessa a nuovo la sera precedente da ben 6 gatti delle nevi.
Quest'anno avevo portato una borraccia/vescica nel marsupio. Finchè il tubo, da dove si beve, è rimasto a contatto con il corpo sono riuscito a bere. La volta che il tubo è rimasto fuori, il prezioso liquido con i sali era inservibile. Tutto congelato. Ma i ristori dell'organizzazione erano ben forniti di abbondante thè caldo.
Arrivo bene al fondo della ValNontey al "Tron Ner". La discesa la patisco, gli sci con le pelle non vanno avanti, devo spingere come un dannato.
A Lillaz, l'organizzazione decide di  non farci salire nel vallone di Valleile causa ghiaccio!!?.
La gara si conclude quindi con 36km. A dir la verità sono un po' deluso. Avrei voluto testare i nuovi sci, raffrontando la performance con gli anni precedenti.
All'arrivo inconsapevoli del taglio non ci sono i miei accompagnatori, ancora intenti a chiudere il loro pranzo dal famoso ristorante Lou Ressignon, con polenta concia, affettati valdostani, seupa valpellinentze.
Incontro anche l'OrcoCamola che ha finito con fatica la sua gara, causa un errore nell'applicazione della sciolina.
Non ci resta che consolarci e meditare sulla rivincita, promettendoci di partecipare alla Marcia Gran Paradiso 2019.




martedì 30 gennaio 2018

Bici Mtb Randonnèe Nerviano(Mi) 28 Gennnaio 2018

Sito Randonnèe Nerviano

Dal racconto dell'OrcoMami

Ed eccoci  qui.a Nerviano (Mi), sotto il   gonfiabile  della partenza, al via  della  nostra prima Randonnèe offroad in mountain bike.
Ebbene si, presa la decisione di cercare nuovi orizzonti dovendo risparmiare le ginocchia ma volendo comunque sempre cercare l'avventura, i due  "ORCACCI “ OrcoRaffa ed  OrcoMami  si son presentati al via in una mattina  di umidità micidiale e  nebbia terribile  in terra  lombarda.
Partenza “ alla  francese”(lasso di tempo di circa mezz'ora ndr), brevetti, offroad, traccia  su gps  son termini nuovi per noi  ma ben presto entriamo  nel gioco    e  via si pedala.
La nostra presenza  a questa randonnèe di 65 km  e ben poco dislivello ,come  anche ad  altre future manifestazioni del genere, è motivata dall'idea di fare un po'  di gavetta  per poi osare  di sognare in grande,  e  presentarci  alla TuscanyTrail (600km 10000D+) ed al 20K (7'00km 20.000D+)
Divertente  e  rilassante la partenza :  nulla  a che  vedere con il countdown della  partenza  dei trail ove lo scalpitare  di tutti,il ticchettio dei bastocini,  la mano sul cronometro dell'orologio da polso  , la  musica  a palla  per incitare gli atleti,  rendono la partenza  a dir  poco  frizzante. Qui è tutto più soft: si passa  sotto il pallone della partenza e si  striscia il “budge”  personale  consegnatoci, sulla apposita  macchinetta  che rileva l'ora  della  partenza  del concorrente  e  poi  via liberi....di pedalare!
Si  bedgera'  nuovamente  nel posto  di controllo a  meta' gara e poi alla fine  per fissare il, tempo totale e di percorrenza.

OrcoRaffa  che se ne intende  di più, attivato  il navigatore  gps  e trovata la traccia   che  ci è stata precedentemente  fornita  dall'organizzazione, inizia  a “battere pista” e iniziamo a pedalare  con foga ,  con un occhio al  gps  fissato sul manubrio ed un  occhio alla strada !
Dopo 9 km  di asfalto la traccia   del percorso  delle  mtb   e quella  delle  bici da  strada si differenziano e noi deviamo in uno sterrato ,il  primo di una lunga  serie  che per 65 km ci portera' all 'arrivo.
Seguire la traccia  sul visore, pedalare  ed  evitare le asperita' del terreno  non è cosa    cosi'  scontata ed iniziamo  cosi' la gavetta.
Bosco, bivio ,sterrato, ponte, passerella, curva  a gomito, attraversamento statale, lungo fiume, destra , sinistra, salita ,discesa; ecco il nostro menu' per oggi e occhio a non sbagliare  !
La dinamica inizia  a  divertirci, il terreno lungo il fiume Olona non è male .peccato  che  siamo immersi in una nebbia  fantozziana  fitta ed umida.

Una  bella sorpresa ci accoglie  ben presto: entriamo in un bosco fitto ove la melma  spessa ed odorosa la fa  da  padrone.Tutto intormo è nebbia.
Siamo immersi nel fango  e mantenere in equilibrio la bici diventa  arduo. Poi il colmo :una  discesa su un sentiero melmoso che  tanto mi riporta  alla  lunga  notte  della SanteLyon  del 2014..
.Ma si  che  bello in fondo in queste condizioni noi Orchi malati ..ci  divertiamo . E cosi è stato: sia Raffa  che il sottoscritto scendiamo dalla bici e immersi nella melma ..incredibilmente corricchiamo bici al seguito. Poi quando il sentiero ridiventa “ciclabile”,via  riprendiamo la  veste  di  biker !
Pedala tu che  padala lei  i chilometri corrono via, ma non veloci .. ahime!
Arriviamo infatti  al primo punto di controllo e ci apostrofano come “quasi fuori tempo “!
Non sia mai! Basta uno scambio di sguardi e rifiutata una tazza  di te caldo, ripartiamo con una marcia  in più.
Nell'ultima  ora  e mezzo spremiamo i  quadricipidi e  giu' a testa bassa  .Viaggiamo ai 27 km/h che  per noi su sterrato è davvero un ritmo elevato.
Via  via  senza più pause arriviamo al traguardo un ora prima  del cancello di chiusura.!Chiudiamo in 4 ore giuste giuste.
E  che  diamine !
Bene, prima prova buona. Fatta esperienza  di piccole ma importanti cose : dall'uso corretto del gps alla corretta alimentazione, dall'uso sapiente  del cambio alla frenata su fango..
Altro tipo di fatica, altro tipo di avventura altra  veste   da  Orchi!